Decennale rogo Traforo del Monte Bianco…

Memorial Spadino Tunnel Monte Bianco

Ricorre quest’anno il decennale dell’incendio al Tunnel del Monte Bianco dove morirono 39 persone Fiorellino, ricordo in televisione le numerose immagini che passavano tra i vari tg… e ora ogni volta che prendo il tunnel penso a come hanno passato i loro ultimi minuti le persone che sono rimaste intrappolate lì dentro…

Quest’anno se riusciamo organizziamo anche noi un’uscita per commemorare l’incidente. In questo caso i motociclisti organizzano un raduno per ricordare Spadino:

Pierlucio Tinazzi (27 dicembre 1962 – 24 marzo 1999), soprannominato Spadino (per via della sua esile corporatura e della sua altezza) era un addetto alla sicurezza della società italiana del Traforo del Monte Bianco insignito della Medaglia d’oro al valor civile.
Per svolgere il suo lavoro utilizzava una BMW K75; il giorno della catastrofe del 1999, nel quale persero la vita 39 persone, Spadino prese la sua moto e si gettò all’interno del tunnel con l’intento di salvare il maggior numero di vite possibili. Rientrò nel tunnel per ben 5 volte riuscendo a salvare 10 persone ma nel corso del quinto tentativo, mentre tentava di salvare un camionista francese, non riuscì ad uscire dal traforo con la moto così trascinò con sé il corpo del camionista all’interno di una cella di sicurezza. Purtroppo la cella garantiva una resistenza di 2 ore in caso d’incendio per cui per Spadino e il camionista francese non ci fu nulla da fare.
In ricordo del suo gesto eroico ogni anno si svolge il Memorial Spadino nei pressi del Traforo del Monte Bianco; in quest’occasione si radunano centinaia di motociclisti non solo per ricordare il gesto ma anche per sensibilizzare le istituzioni sul tema della sicurezza stradale in particolare dei motociclisti.

Da Wikipedia

Speriamo sia una bella giornata e di riuscire a fare l’uscita.

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20 commenti su “Decennale rogo Traforo del Monte Bianco…”

  1. Commemorazione rogo Tunnel Monte Bianco

    Il postino di La Salle Maurillio Bovard, la moglie Nadia Pascal e la figlia Katia Bovard, Valter Pascal vigile di La Salle, Pierlucio Tinazzi “Spadino” il motard in servizio al tunnel, e l’autista Stefano Manno. Sono i nomi delle sei vittime valdostane che il 24 marzo del 1999 morirono nell’incendio divampato all’interno del Traforo del Monte Bianco.Causato dalle fiamme divampate dal tir dell’autista belga Gilbert Degrave, per spegnere il rogo i pompieri impiegarono oltre due giorni.

    Una delle tragedie più grandi della Valle d’Aosta è stata commemorata questa mattina in occasione dell’annuale cerimonia davanti al monumento dedicato alle vittime della tragedia posto all’uscita del tunnel, sul versante francese. Le vittime di quel lontano 24 marzo furono complessivamente 39, tra le quali 16 italiani.

    Questa mattina in una Chamonix imbiancata da una delle ultime nevicate del periodo una delegazione valdostana guidata dal Presidente della Regione Augusto Rollandin e dal Presidente del Consiglio regionale Alberto Cerise ha presenziato la cerimonia organizzata dall’Association des familles des victimes presieduta da André Denis. Presenti anche Pierre-Etienne Denis, presidente della Fédération nationale des victimes, Gérard De Pablo, presidente dell’ATMB, Eric Fournier, sindaco di Chamonix, e Dominique Bussereau, Segretario di Stato con delega ai Trasporti del Governo francese. Un lungo minuto di silenzio seguito dal lancio finale di 39 palloncini di 9 colori diversi, a rappresentare le altrettante nazionalità delle vittime, ha chiuso la cerimonia.

    Rollandin e Cerise, di fronte ad una folla commossa, hanno posto una corona di fiori ai piedi del monumento che ricorda le vittime, così come hanno fatto le autorità francesi. “Tutti i valdostani – ha affermato il Presidente Rollandin prima della cerimonia – ricordano con dolore il 24 marzo 1999, giorno in cui si è consumato uno dei lutti più grandi e più sentiti per la Valle d’Aosta. Il ricordo di quel giorno nefasto deve restare vivo in ognuno di noi, e sollecitare costantemente la massima attenzione al tema della sicurezza, per proseguire quello sforzo di adeguamento strutturale e regolamentare che ha portato, oggi, l’affidabilità del tunnel del Monte Bianco ai più alti livelli”.

    Intanto lunedì 22 marzo a Palazzo regionale ad Aosta è stato firmato l’accordo transattivo che ha definito i contenziosi civili tra la Regione e le Società di gestione del Traforo del Monte Bianco (la Società italiana per il Traforo del Monte Bianco e la Autoroute et Tunnel du Mont Blanc), in relazione ai danni conseguenti l’incendio del 24 marzo 1999 all’interno del Traforo del Monte Bianco. La proposta transattiva prevede il versamento da parte di Sitmb e Atmb della somma di 2 milioni 350 mila euro, somma che ripaga la Regione dei costi di assistenza legale fino ad ora sostenuti e ancora da sostenere per l’esecuzione dell’accordo.
    Se sulla tragedia il processo penale si è concluso nel 2007 con 12 condanne e 4 assoluzioni, la causa civile per liquidare le somme dovute ai parenti delle vittime del traforo è ancora in corso al tribunale di Aosta. Si parla di 34 milioni di euro.

    Fonte: aostasera.it

  2. Courmayeur – Diverse celebrazioni e iniziative ricordaranno le vittime della tragedia del traforo del Monte Bianco del 1999. Il 24 marzo la celebrazione ufficiale, domenica 29 marzo centinaia di motociclisti ricorderanno “Spadino”.

    Spadino raduno 2006

    E’ ancora scolpito negli occhi e nelle menti di tutti l’incendio che il 24 marzo del 1999 causò la morte di 39 persone sotto il traforo del Monte Bianco. L’immagine è quella della bocca del tunnel fumante, con il via vai continuo di pompieri, volontari, agenti con i volti neri che hanno fatto di tutto per salvare quante persone possibili. La tragedia ebbe inizio alle 10.46 quando un Tir che trasportava margarina si incendiò all’interno del traforo, in breve tempo le fiamme si estesero anche ad altri veicoli e per molti degli occupanti non ci fu scampo. La storia di questi anni la conosciamo:
    la procura di Bonneville avviò un’inchiesta sulle responsabilità nell’accaduto, che portò a 13 condanne per omicidio involontario semplice. La vicenda penale si è conclusa ma rimane ancora pendente una causa civile davanti al Tribunale di Aosta per definire le percentuali di responsabilità tra i soggetti coinvolti, causa che – secondo quanto si è appreso – si concluderà con un accordo tra le parti.

    Sono passati dieci anni da quel 24 marzo 1999 e oggi, martedì 24 marzo, una celebrazione ufficiale ricorda le vittime e coloro che si sono spesi, dando anche la vita, per salvare chi era rimasto bloccato nel tunnel. In occasione della cerimonia in programma al Memoriale realizzato sulla strada di accesso al tunnel sul versante francese il traforo resterà chiuso al traffico il 24 dalle 9 alle 12.30.

    Domenica 29 marzo sarà poi il rombo di centinaia di moto a ricordare Pierlucio Tinazzi, meglio conosciuto “Spadino”, che perse la vita nel tunnel nel tentativo di soccorrere con la propria moto le persone rimaste bloccate tra fumo e fiamme. Ideata e promossa dal Coordinamento Motociclisti (associazione per la difesa dei diritti dei motociclisti affiliata alla FEMA) la manifestazione del 29 marzo vedrà centinaia di motociclisti, provenienti da ogni parte d’Italia ed anche dall’estero, ritrovarsi a Morgex, il paese dove “Spadino” è nato ed è sepolto. Da qui saliranno con le loro moto formando un lungo e suggestivo corteo che, snodandosi lungo la strada statale, raggiungerà il piazzale sul quale si apre l’ingresso del traforo del Monte Bianco. Oltre che per ricordare Spadino l’iniziativa vuole sollecitare più attenzione e più impegno da parte delle istituzioni in materia di sicurezza stradale, sottolineando i rischi ai quali sono particolarmente esposti i motociclisti.
    Informazioni sul programma del X Memorial Spadino – Pierlucio Tinazzi:
    http://www.motoclubdellealpi.it

    “10 anni fa al chilometro 6” – Un programma di Rai VdA per non dimenticare
    A celebrare il decennale della tragedia sarà anche la sede Rai VdA attraverso la Struttura di Programmazione che ricorderà mercoledì prossimo, 24 marzo alle ore 20, quei tragici giorni attraverso il programma “10 anni fa al chilometro 6” di Sonia Charles, che sarà trasmesso subito dopo l’edizione serale del Telegiornale regionale e che vuole ricordare chi non c’è più, omaggiare chi si è speso, con coraggio, per cercare di salvare delle vite umane e sottolineare come alcuni degli interrogativi rimangano ancora aperti.
    “Il doloroso avvenimento – spiega una nota della Struttura programmi della Rai – è stato ricostruito attingendo al ricco materiale conservato negli archivi aziendali girato all’epoca e nel periodo successivo dalla Redazione TGR Valle d’Aosta-Vallée d’Aosta e dalla programmazione televisiva regionale della Rai. Dalle prime concitate 48 ore durante le quali, con stupore, la comunità valdostana prendeva, a poco a poco, conoscenza e coscienza delle dimensioni della catastrofe, alla riapertura, il 9 marzo 2002, del traforo del Monte Bianco, rinnovato e messo in sicurezza. Tre lunghi anni in cui tutta la società valdostana, e non solo, si è interrogata sui suoi destini economici, culturali ed ambientali”.

    Fonte: aostasera.it

  3. Sono già passati 10 anni… Che tragedia, ancora più “pesante” perché avrebbe potuto essere evitata o, quanto meno, contenuta. 🙁
    Spero che riuscirete ad andare domenica, ma purtroppo danno brutto (e freddo!) anche nel weekend…

  4. gia una bruttissima tragedia,se il cammion veniva fermato invece di averlo fatto entrare non sarebbe successo colpa del casellante,io sono uno dei fortunati,io stavo uscendo e lui stava entrando gia con una paurosa fumeria,ma mai mai più avrei inmaginato o pensato ad una cosa simile,si mi sono stupito, e mi son chiesto più volte perchè non lanno fermato all’ingresso,pensare che i servizi sono severi boooooo
    doveva succedere,come doveva succedere che il sia uscito in tempo dal tunnel,si vede che non era la mia,nostr ora si perchè con me avevo una quindicina di passeggeri,alla sera x rientrare in italia o dovuto are il gro del freyus,povera gente

  5. Ciao Livio, il “destino” di ognuno di noi è imprevedibile…
    Se come ho capito, tu quel giorno eri appena uscito dal tunnel e hai visto il camion che ha poi causato la tragedia entrare… beh, qualche domanda me la sarei fatta anch’io… Cerca di essere più Felice e di apprezzare la Vita… (era magari quello l’insegnamento che voleva darti il Sig. Destino… o chi per lui) 😉

  6. forse un po di menefreghismo umano,molto ,io non potevo fermarmi ero con il bus di linea torino /ginevra avevo un orario da rispettare,da qualche parte o ancora il disco takigrafo del’ora di passaggio,noi avevamo una sosta x caffè e vc.a curmajeur alle 10.30 10.45 sono ripartito arriva alla dogana fai dogana,immettiti nel tunnel effettua i 12 km,e non nego che io x primo questi km l sempre fatti a 90/100 orari con il bus uscivo dal tunnel verso le 10,55 grosso modo lui entrava ci siamo incrociati appena dopo la curva del’entrata,l’autista non poteva vedere il fumo era sopra alla gabina dal motore del frigorifero di istinto le o fato i fari,addirittura cercato di allungare il braccio dal finestrino x farlo fermre ma il finestrino era chiuso in quel momento come uno scemo non ci avevo pensato .un errore troppo grosso da dimenticare

  7. Ho lavorato al TMB, come Polizia Stradale dal 1977/al 1980, ho avuto la fortuna di conoscere Pierlucio .- All’epoca facevo servizio controllo merci pericolose, cioè controllare quei prodotti chimici o altro che per il loro grado di infiammabilità non potevano transitare.-A 11 anni dalla tragedia mi chiedo come mai nessuna ha pensato che la margarina ( sembrerebbe che il primo TIR portasse proprio questo che ha scatenato l’incendio) con il una temperatura calda si scioglie figuriamoci con un piccolo principio d’incendio.-
    Ricordo ancora Pierlucio al quale vendetti la mia Suzuki 380 nel 1979, al Quale va un carissimo ricordo.- Ciao Perlucio.-
    Gerardo Cav. PALENNI

  8. (no parlo italiano)
    Every year I tell my students the story of Pierlucio Tinazzi; I tell them that an ordinary person may be a hero — and it could be anyone.
    There is a wonderful article in “CYCLE CANADA” magazine (March 2004) about Tinazzi.
    Grazie

  9. Thanks David! I don’t speak english very well but if you want to post the article about Tinazzi, I will try to read it! 🙂

  10. Quel giorno ho perso la persona più importante per me, che ero solo una bambina, la mia più cara amica, anzi più sorella che amica. Katia. 20 anni. La persona più generosa e stupenda che abbia mai conosciuto, sempre solare e dolce. La porterò sempre nel cuore.

  11. Mi spiace veramente molto Sara…

    Capire perchè capita di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato sarebbe proprio “bello”…

  12. Rogo tunnel Monte Bianco

    COURMAYEUR. Gli anni passano, ma l’affetto nei confronti di Pierlucio Tinazzi, meglio conosciuto come “Spadino”, e di Stefano Manno, rimane immutato. Ieri, a dodici anni dal rogo del traforo del Monte Bianco in cui persero la vita 39 persone, tra cui i due motociclisti, circa 1.500 centauri si sono presentati al raduno a Courmayeur.

    Sono giunti da ogni parte d’Italia e dalla Francia per commemorare coloro che sono morti aiutando altri a sopravvivere.

    Nel piazzale del tunnel erano presenti anche il sindaco di Courmayeur, Fabrizia Derriard, ed il vescovo di Aosta, Mons. Giuseppe Anfossi.

    Fonte: aostaoggi

  13. Principio di incendio dentro il traforo del Bianco.

    Courmayeur – Ieri un’auto svizzera è andata a fuoco, la circolazione è stata sospesa, un agente ha spento immediatamente il principio di incendio. Gli automobilisti sono stati invitati ad andare nei rifugi di emergenza. Soccorsa una persona in stato di angoscia.

    Dal 1999 ad oggi attorno ad ogni incidente, avaria o problema meccanico sopravvenuto all’interno del traforo del Monte Bianco aleggia un timore palpabile.
    Ieri pomeriggio, vero le 15,00, è stata interrotta la circolazione di tutti i veicoli all’interno degli 11,6 km del traforo italo-francese. All’origine del blocco, l’allarme destato da un principio di incendio su di un veicolo leggero di nazionalità svizzera, che circolava nel senso di marcia Italia-Francia, e che si è fermato in un garage a 1100 metri dall’uscita. Il principio di incendio è stato immediatamente spento da un agente di sicurezza del GEIE-TMB. Sono poi intervenute anche le squadre d’intervento immediato e i pompieri di Chamonix e Courmayeur, per constatare lo spegnimento del fuoco.

    Per ragioni di sicurezza gli occupanti dei veicoli che erano dentro il traforo al momento dell’incidente sono stati fermati dalle barriere anti-incendio e invitati a raggiungere i rifugi a scopo precauzionale. Una persona, dopo avere raggiunto il riparo indicato dai soccorritori, ha manifestato sintomi di angoscia, ed è stata presa in carico dalle squadre di pronto intervento.
    La circolazione è stata ripristinata dopo 45 minuti.

    Fonte: Aostasera.it

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    Non fatico a crederci che possa venire angoscia… (f)

  14. Domenica 01 Aprile 2012 16:00
    Scritto da angelo
    Oltre cinquemila motociclisti, tremila francesi e duemila italiani, si sono ritrovati nel pomeriggio di domenica 1° aprile a Courmayeur, nel piazzale del Traforo del Monte Bianco per la tredicesima edizione del “Memorial Spadino”, dedicato al ricordo di Pierlucio Tinazzi, addetto alla sicurezza del Traforo, morto per soffocamento mentre stava salvando le persone rimaste bloccate nel tunnel durante il terribile incidente del 24 marzo 1999, insignito della Medaglia d’oro al valor civile. Nell’appuntamento è stato ricordato, con un minuto di silenzio, anche Stefano Manno, altro motociclista morto nel rogo, insieme a “Spadino” Tinazzi, al quale risultò fatale il quinto tentativo di salvataggio, dopo aver portato al sicuro dieci persone. Proprio insieme a Manno, nell’impossibilità di uscire dalla galleria in fiamme a bordo della sua moto “Bmw K75”, si chiuse all’interno di una cella di sicurezza, che però garantiva una resistenza massima di sole due ore in caso di incendio.
    Il “Memorial Spadino” è un appuntamento che, anno dopo anno, cresce sempre di più ed è diventato un momento pubblico di riflessione sul ruolo dei motociclisti, che tra loro si sentono come una grande “famiglia”.

    FONTE: 12vda

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