Sanremo 2007

Ha vinto Simone Cristicchi (quello di Vorrei cantare come Biagio Antonacci) con una canzone davvero molto bella e profonda, dedicata a tutti quelli che sono considerati “matti”, persone “che hanno diritto a vivere con dignità”. Sono state le sue prime parole, emozionatissimo sul palcoscenico dell’Ariston, dopo essere stato proclamato vincitore della 57ma edizione del Festival di Sanremo.

Ecco il testo di Ti regalerò una rosa, da leggere con attenzione…

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare

Video da youtube

Secondo Albano e terzo uno che non so chi sia…

A me piaceva molto anche quella di Daniele Silvestri che meritava un secondo posto! E invece è arrivato quarto o giù di lì se non sbaglio…

Ecco il testo de La Paranza (divertentissima… c’è pure un richiamo a Cogne! azz!).

Mi sono innamorato di una stronza
Ci vuole una pazienza
lo però ne son rimasto senza
Eri molto meglio pure una credenza
Un fritto di paranza..paranza…paranza
La paranza è una danza
Che ebbe origine sull’isola di Ponza
Dove senza concorrenza
Seppe imporsi a tutta la cittadinanza
È una danza
Ma si pensa
Rappresenti l’abbandono di una stronza
Dal calvario alla Partenza
Fino al grido conclusivo di esultanza
Uomini uomini c’è ancora una speranza
Prima che un gesto vi rovini l’esistenza
Prima che un giudice vi chiami per l’udienza
Vi suqqerisco un cambio di residenza
E poi ci vuole solo un poco di pazienza
Quatche mese e gia nessuno nota più l’assenza
La panacea di tutti i mali è la distanza
E poi ci si consola
Con la paranza
La paranza è una danza
Che si balla nella latitanza
Con prudenza
E eleqanza
E con un lento movimento de Panza
La paranza è una danza
che si balla nella latitanza
Con prudenza
E eleqanza
E con un lento movimento de Panza
Così da Genova puoi scendere a Cosenza
Come da Brindisi salire su in Brianza
Uno di Cogne andrà a taormina in prima istanza
Uno di Trapani? Forse Provenza
No no no non è possibile
Non è raccomandabile
Fare ritorno al luogo originario di partenza
Ci sono regole precise in latitanza
E per resistere c’è la Paranza
La paranza
E’ una danza che si balla nella latitanza
Con prudenza,
E eleganza
E con un lento movimento de Panza
Dimmi che mi ami che mi ami
E quando ti allontani
Per prima cosa mi richiami
In ogni caso è molto meglio se rimani
Se rimandi a domani
Dimmi che ci tieni che ci tieni
E pure se non vieni
In oqni caso mi appartieni
E che ti manco più dell’aria che respiri
Più di prima
Più di ieri
Dov’è dov’è
Tutti si chiedono
Dov’è dov’è
Ma non mi trovano
Lo sai che c’è?
Che sto benissimo
Fintanto che
Sto a piede libero
E poi perché
Ritornare da lei
Quando per lei è sempre stato meglio senza di me
Non riusciranno a prendermi
Io resto qui
La paranza es un balle
Que se balla con la latitanza
Con prudencia y elegancia
Y con un lento movimiento de panza
La paranza es un balle
Que se baila con la latitanza
Con prudencia y elegancla
Y con un lento movimiento de panza
E se io latito latito
Mica facclo un illecito
Se non sai dove abito
Se non entro nel merito
Se non vado a discapito
Dei miei stessi consimili
Siamo uomini liberi
Siamo uomini liberi
Stiamo comodi comodi
Sulle stuole di vimini
Sulle spiagge di Rimini
Sull’atollo di Bimini
Latitiamo da anni
Con i soliti inganni
Ma non latiti tanto quando capiti a pranzo
E se io latito latito…

Video sempre da youtube

Ah comunque quest’anno (grazie anche al “vecchio” Baudo…) Sanremo ha vinto contro il GF (una delle peggiori edizioni in assoluto…) pure tra i giovani e giovanissimi!

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