Microsoft, Internet Explorer 8 per battere Google con la privacy

Patrick: 

….  e io ora cosa faccio???? Windows o Google?????…. mi viene da piangere….!!!! Dopo mi andrò a testare il nuovo Chrome di google.

Internet Explorer 8…

Permetterà di navigare senza che le informazioni siano trasferite a siti terzi
Potrebbe distruggere il modello di business su cui si regge il motore di ricerca

ROMA – Dopo aver fallito l’assalto a Yahoo!, Microsoft prova una nuova strada per affermarsi nel mercato delle ricerche online, e lo fa con la nuova versione del suo browser: Internet Explorer 8, giunto adesso alla seconda Beta e quindi nella fase finale dello sviluppo. A differenza della prima, questa versione del software è diretta a tutti i navigatori e non solo agli addetti ai lavori e promette un maggior rispetto della privacy degli utenti, tema molto sensibile negli ultimi tempi.

Tra le funzioni del browser è presente infatti “InPrivate blocking” che permette all’utente di impedire che le proprie informazioni di navigazione siano inviate a siti terzi. Una pessima notizia per Google che ha fondato il suo successo proprio su queste informazioni, utilizzate per far comparire tra le pagine delle pubblicità non generiche.

Il nuovo Explorer. Ma cosa offre di preciso il software di Microsoft? Al fronte di un limitato restyling grafico, che lo rende molto simile al predecessore, Explorer 8 si prefigge l’obiettivo di essere il “browser di tutti i giorni”, il che significa velocità, facilità di uso e sicurezza. Oltre a rendere più rapida la navigazione, è stata migliorata la barra degli indirizzi (con un sistema di memorizzazione che ricorda molto Firefox) ed è stata aggiunta la possibilità di fare ricerche “visuali” (con risultati non limitati al testo) direttamente dal browser.

La privacy. Le novità più interessanti arrivano però sul fronte sicurezza. Cavalcando il problema della privacy, Microsoft ha aggiunto due funzioni al suo software: InPrivate Browsing e InPrivate Blocking. La prima, subito ribattezzata “Porn mode”, permette di aprire una sessione di navigazione di cui non resta traccia sul proprio computer: cronologia e combinazioni di nickname e password vengono cancellate alla chiusura del programma. La funzione InPrivate Blocking permette invece di bloccare il trasferimento di proprire informazioni a siti terzi. Proprio questa innovazione ha portato il mercato della pubblicità online a rivoltarsi contro Microsoft: il vice presidente dell’Interactive Advertising Bureau Mike Zaneis, ha infatti confessato che InPrivate danneggerà seriamente la stabilità economica della rete, in gran parte finanziata proprio dalle pubblicità. Bloccando il trasferimento di alcuni dati a siti terzi, non sarà più possibile generare spot modellati sul consumatore e si dovrebbe quindi tornare a quelli generici e meno efficaci.

Molti commentatori, tra cui la rivista americana Forbes, non mancano di far notare come il più danneggiato da questa scelta sarebbe Google, il motore di ricerca che deve la maggior parte dei suoi ricavi proprio alla vendita di pubblicità online. Il sospetto che InPrivate sia l’arma di Microsoft per sconfiggere il proprio rivale è quindi più che giustificato.

Il mercato dei browser. Accantonando la battaglia con Google, al browser Microsoft tocca il difficile compito di arginare il recupero del rivale Mozilla Firefox, pubblicato di recente nella sua terza versione. Secondo i dati di Net Applications a luglio, Explorer è utilizzato dal 74% degli internauti, mentre Firefox è usato solo dal 19% (terzo il Safari della Apple con il 6%). Tuttavia mai come adesso il dominio del browser di Redmond è in pericolo: l’anno scorso ad esempio aveva il 79% del mercato, mentre Firefox e Safari si attestavano rispettivamente al 15% e al 4%. Un recupero permesso proprio dal rilascio del “browser da Guinness” Firefox 3 e dal nuovo successo dei sistemi Apple.”

(28 agosto 2008)

fonte: repubblica

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14 commenti su “Microsoft, Internet Explorer 8 per battere Google con la privacy”

  1. Comunque con questa storia della privacy quanto la fanno lunga… Tutela della privacy? Sì, peccato che poi proprio i diretti interessati a tale tutela se ne infischiano (quando vogliono) oppure utilizzano strumentalmente il diritto alla riservatezza (quando fa comodo…). A tale proposito, proprio ieri su La Stampa c’era un “buongiorno” interessante di Gramellini! Lo riporto. 😉

    Tutto intorno a loro.

    Da un sondaggio casereccio fra amici e lettori emerge che l’incubo delle vacanze non sono state le meduse e neppure gli 11,93 euro che un turista si è sentito chiedere ad Alassio per un chilo di fichi. Sono state le chiacchiere nei telefonini. Quelle degli altri, naturalmente. Dei vicini di ombrellone, di tavolo, di scompartimento. Noi, si sa, nasciamo timidi e riservati, e quando in un luogo pubblico iniziamo una conversazione al cellulare, tendiamo a rinchiuderci in qualche anfratto per bisbigliare pensieri monosillabici. Invece gli Altri, questo club che ci perseguita da una vita, hanno raggiunto un livello di strafottenza da tronisti televisivi. Urlano i fattacci loro senza il minimo sospetto di infastidirci, anzi con la malcelata speranza che la nostra esistenza plumbea possa venire illuminata dalle dissertazioni a squarciagola sul mal di pancia di Bibi e i dissapori fra Ciccio e Pallina. Non è solo il menefreghismo a guidare i loro decibel, ma il sincero desiderio di imporre Bibi, Ciccio e Pallina all’attenzione degli spettatori, resa fuggevole dalla presenza nel tavolo a fianco di un altro urlatore che sta affrontando al telefono il delicato evolversi del borsino-corna di Ulisse e Samanta.

    Non saprei indicare vie d’uscita diverse da un’epidemia su vasta scala di laringite. Ma una cosa è certa: se il governo vuole farci digerire la legge contro le intercettazioni, si dovrà inventare un movente più originale della difesa della privacy. In Italia far sapere agli altri i fatti propri non è una vergogna. E’ una missione.

  2. Pazzesco come il mondo informatico sembri un po’ il mondo politico… C’è chi dice che è meglio Windows, chi dice che il futuro è l’Open Source, chi sostiene che i virus non esistono

    … eppure dare a retta a tutti è impossibile! Microsoft si muove sempre per dare contro a Google, Linux si muove per dar contro a Microsoft… tutti che cercano di fare le scarpe agli altri e creano SOLO CONFUSIONE!

    L’ultima pensata di Microsoft è di mettere nei suoi sistemi un Explorer versione 8 che danneggerà appunto tutto quello su cui si basa il motore di google… (molto scorretto!) E google allora proprio ieri ha messo in linea il download del suo browser… CHROME

    Potete trovare le info a riguardo [qui]. Purtoppo io non sono ancora riuscito a provarlo… mi ero messo in piedi questo pc per testarlo, ma purtroppo su Windows 2000 non gira…. In ogni caso appena ho un XP o un vista sotto mano non mancherò al test!

  3. Sto scrivendo da CHROMEEEEEEE…

    Prime impressioni??

    Positive direi, veloce e abbastanza intuitivo! Questi pazzoidi di google hanno addirittura messo un tab nei parametri chiamato “roba da smanettoni” … io dico che sono proprio fuori di brutto .
    Comunque tornando alle mie impressioni, ho notato subito una cosa poco chiara, per vedere dei filmati mi hanno fatto installare un plug-in di adobe, e non il classico flash, ma un “adobe flash movie” che non avevo mai usato. Beh dopo l’installazione (l’unica che alla fine ho dovuto fare) tutto sta filando liscio, mi piace la finestra “download” dove puoi vedere tutti i download che hai fatto facendo addirittura una ricerca tra i file. Altra BELLISSIMA cosa secondo me, è che andando a installare a mano il classico flash player dal sito di adobe, ho visto che sono addirittura riuscito a salvarmi il file senza quindi installare nessun active-x (Beh, per chi non è del settore magari non interessa, eppure io di avere un “file sciolto” da eseguire a mano piuttosto che un active-x che si esegue da solo, mi garba proprio tanto. Si può poi selezionare una parola e cliccando col destro andare a cercarla direttamente su Google in una nuova pagina tramite “cerca XXX con Google”.

    Altra cosa che sto vedendo proprio ora mentre sto scrivendo, è il controllo ortografico… A me non piace, lo disabilito sempre nei software di videoscrittura, andrò a vedere dove toglierlo anche qui.

    Conclusioni:

    Se tutto questo trambusto… (Explorer 8, Firefox, Chrome, ecc…) lo stanno facendo per la privacy…. Beh ragazzi miei, almeno da parte mia, potevate proprio evitarlo!! Io SEMPRE, TUTTE le volte che finisco di navigare, cancello sempre cookie, cronologia, password (anche se non le salvo MAI), ecc…

  4. hummm… non mi piace sta cosa, ma ho problemi a scrivere i nuovi articoli sul blog con Chrome… non ho ancora capito perchè, ma non mi carica la barra degli strumenti, sia per i nuovi articoli che per la modifica dei vecchi…

    Articolo con Explorer con barra strumenti evidenziata:

    Explorer nuovo articolo 

    Articolo con Chrome:

    Chrome articolo

  5. Continua il mio “cammino” con Chrome…

    1. Il controllo ortografico dove cavolo si toglie??
    2. Nel blog non c’è verso di far venire fuori i pulsanti per l’inserimento d’immagini e link… (presumo xchè vogliano che si scrive tutto con il codice html originale, già, peccato che io non lo conosco così bene… )
    3. In alcuni siti, tipo quello dove prendo le faccine, cliccando sulla faccina Explorer 7 mi proponeva di copiare il codice negli appunti in automatico… qui no.

     

    Che dire? …che inizio ad averne veramente le pive piene… sarà che magari ragiono già da vecchio, sarà che i cambiamenti per me NON SONO MAI FACILI perchè alle MIE COSE mi affeziono, sarà che di continuare a correre dietro a tutta questa tecnologia non ho più voglia, sarà per una miriade di altri motivi, MA IO NON CE LA FACCIO PIU’.

    Per la stra-grande maggioranza delle persone, e in questo caso direi meglio, per la stra-grande maggioranza dei tecnici informatici, usare un programma piuttosto che un altro non importa, usano Windows o Linux senza problemi, installano Symantec o Mcafee indifferentemente… sì, magari hanno qualche preferenza, ma IN SOSTANZA NON GLI FREGA….

    Invece IO, ai programmi (mi affeziono), conosco e analizzo BENE i loro pregi e difetti, vado a spulciarmi tutte le varie opzioni anche nelle videate dove magari non ci arrivi sempre facilmente, li installo e li disinstallo per cambiare i parametri durante la reinstallazione e cerco sempre di ottenere il massimo dal programma e non ne installo uno nuovo quando ne ho già uno che fa la stessa cosa!!

    Perchè non mi sono mai messo seriamente a usare Linux?? Perchè secondo me c’è ancora TANTO da sapere di Windows… Ma come fanno le persone a conoscere tutto di tutto così bene?!? Geni…

    o meglio… LEGGERI…   (Ma ci porteranno anche a me a diventare così, vedrai n.d.r)

    Qui si installa e si cambia un programma dietro l’altro senza che neanche conoscevi quello che stai cambiando… Compri un computer e appena esci dal negozio ti rendi conto che è già vecchio… compri un cellulare o una consolle per giocare e ti rendi conto che appena accesa devi aggiornarla…

    NO, SONO STUFO e sinceramente non ho più voglia… non ho più voglia di stare dietro a tutto questo mondo tecnologico che sta venendo fuori. Quando sarà il momento farò del meglio che posso e poi sigillo tutto. Arrangiatevi!

  6. Allora…

    Installato oggi 30 gennaio 2009 e testato già da un paio d’ore questo Explorer 8… beh che dire?? Abbastanza familiare col 7, sembra veloce e sicuro!

    Ci sono vari tab dove si possono settare tutte le opzioni di navigazione, tutti i controlli active-x attivi, quali siti li stanno usando, i siti correlati… insomma, hanno reso pubblico come funziona il browser e quali siti lo stanno controllando “di nascosto”…
    Non penso che questo serva a garantire che nessuno si farà più fregare i soldi da un sito di banca fasullo o che non inseriranno il loro indirizzo email in un server spam… 🙁 ma forse un minimo in più di prudenza la tirerà fuori a tutti.

    Molto comoda la funzione degli acceleratori! CONSIGLIO VIVAMENTE DI SETTARLI SENZA NEANCHE PENSARCI… percarità!!!

    Acceleratori Internet Explorer 8

    CONCLUSIONI:
    Penso che se dovessi decidere così su 2 piedi cosa scegliere, credo rimarrei fedele a Explorer! Non cambierei gmail CON NULLA AL MONDO, ma il browser che preferisco è sempre Explorer…. (ora arriveranno una mareo di linuxiani… e diranno: blah blah blah … e blih bih blih …) Io ho sempre usato Explorer e non ho mai preso un virus… potete raccontare quello che volete, ma se un utente utilizzatore non capisce nulla di internet (o anche solo poco), prenderà virus con qualsiasi cosa gli proponete!.
    Io dico, c’è già Explorer che fa tutto e a mio avviso lo fa bene… perchè andare da altre parti, iniziamo seriamente ad usare bene quello che già abbiamo!! 😉

    Comunque Explorer 8 non fa ancora parte degli aggiornamenti automatici di Windows, se lo volete, (ma io consiglio di aspettare) dovete scaricarvelo manualmente da Microsoft [qui].
    In ballo ora c’è sempre la questione dell’Antitrust che cita Microsoft per il suo predominio di Explorer… in sostanza l’Antitrust dice che il browser che uno vuole usare dovrebbe essere una scelta e Windows integrando Explorer limita un po’ questa cosa. Concordo in pieno, e io sono uno di quelli, ma finchè sarà integrato io userò questo, quando dovrò scegliere cosa mettere allora valuterò bene e anche Chrome potrebbe essere l’alternativa!! 😉

  7. Mamma mia… ieri mi stava venendo un coccolone… qualsiasi cosa si ricercava in google, e su qualsiasi link dei risultati si cliccasse, dava una pagina dove diceva che visitando il sito il computer avrebbe potuto subire danni….

    Della cosa se n’è accorta Irene, e visto che aveva provato a cercare facebook non mi sono preoccupato più di tanto perchè tanto so che quel sito è “rischioso”…. ma quando poi ho visto che QUALSIASI sito era rischioso anche addirittura il mio… ho capito che qualcosa di grave era in ballo!

    Credo che abbiano avuto il problema per una ventina di minuti, e mi viene da pensare che possa c’entrare anche l’imminente uscita di Explorer 8 e le varie prove che staranno facendo al riguardo.

    Penso e spero comunque che il colosso google troverà rimedio anche se i suoi fans non passeranno al suo Chrome ma manterranno la nuova versione di Explorer…

  8. L’ERRORE UMANO COLPISCE GOOGLE

    Google icona

    Quaranta, cinquanta minuti di tilt. Poi tutto è tornato normale. Ma in quella finestra che in Italia va tra le 15.30 e le 16.25, chiunque Sabato 31 abbia effettuato una ricerca con Google ha ottenuto un’unica omogenea risposta: “attenzione, questo sito potrebbe danneggiare il tuo computer”.
    L’intera rete colpita da malware, la prima impressione. Poi la logica conclusione: qualcosa non va in Google. Chi fosse stato collegato, durante quel lasso di tempo, a FaceBook o a Twitter avrebbe potuto seguire in tempo reale le reazioni e le discussioni degli utenti.

    “E’ solo google.it; no anche il .com dà lo stesso risultato; con Linux funziona; non è vero, a me si blocca anche con Linux. Con Mac invece va”.
    In realtà, non era colpa del sistema operativo, nè del browser: la risposta ingannevole veniva proprio da Google, che già dopo qualche minuto rilasciava una nota ufficiale con la quale rassicurava gli utenti: i suoi tecnici erano al lavoro per risolvere il problema nel più breve tempo possibile. Cosa che in effetti è accaduta.

    Restava da comprendere la causa del blackout. Sul proprio sito Google l’ha poi spiegata: errore umano nell’aggiornamento della lista degli URL potenzialmente pericolosi.

    Fonte: ilsoftware.it

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    Altra bella news su repubblica
    e il nostro caro inimitabile Attivissimo

  9. Comunque… io quel giorno ho digitato GOOGLE in google!!! 😛
    attenzione che a cercare google in google si puo’ rompere l’internet… 😀

  10. Della serie non ce nè mai una fine…
    L’altro ieri nella mattina non funzionava più gmail!! Panico per me perchè sul mio account ho IL MIO MONDO, dal mio sito, a tutti gli account Lagoval, assicurazioni, blog… mi ha fatto capire quanto ormai dipendo da gmail e ciò mi preoccupa un po’…
    Tutti sanno quanto credo nel loro lavoro e nel loro team, ma se penso che questi magari un domani non hanno più voglia di seguire il servizio di posta?? panico!

    C’è da dire che cmq sono ormai 3/4 anni che uso gmail e un blocco così serio non l’ho mai avuto! Più info sul loro blog ufficiale!

    http://googleitalia.blogspot.com/2009/02/difficolta-ad-accedere-gmail.html

  11. Da ieri sera, il 28 aprile 2009, Microsoft ha messo il linea come aggiornamento automatico di Windows, questo “famoso” Explorer8…

    Per il momento non l’ho ancora testato BENE… diciamo che a prima vista, dopo un paio di settaggi, lo si può usare tranquillamente come fosse il 7, con alcune funzionalità in più…

    L’unica cosa che purtroppo non funziona bene è la webmail di google 🙁

    Dovrò fare altre prove e altri test, ma al momento io non aggiorno i miei portatili alla 8, mantengo il 7 CHE FUNZIONA BENISSIMO… ma come al solito non si può mai rimanere fermi… vendere, vendere… 🙁

  12. Potrebbe essere perché io sulla mia gmail entro sempre con il protocollo https (che è il protocollo sicuro, come quello per le banche insomma, dove tutto viene criptato), tu non so come hai settato la cosa, ma visto che quando eri sulla gmail c’ero anch’io, posso confermare che sei riuscita a vedere le immagini nelle mail… io è proprio quello che non riesco a fare, se nella mail è presente qualche immagine che punta a qualche sito, anche se gli dico di visualizzare le immagini, non me le carica…
    Faremo prove, che te devo dì?!…. poi tanto in ogni caso, sto iniziando a usare Chrome…

  13. BENE… BENISSSIMO…

    Tanto il mondo sta andando a puttane… (mi è permesso di dire puttane su questo sito?? (mio tra l’altro)… si ipotizza che ci vadano i massimi esponenti del governo, ci vanno i facoltosi avvocati… insomma un po’ tutti!… non può andarci anche questo sito? Anche se solo per “via scritta”?

    In ogni caso dico col mio massimo punto di pessimismo giornaliero…
    Iniziano ad esserci sempre più esempi di maschi che vanno per lo più a Trans… Le donne ormai iniziano a pensare più che altro alla carriera, i bambini non sanno più GIOCARE se non con un joystick in mano (ah già adesso si dice joypad…) non sanno più rimanere FERMI e ANNOIARSI “in pace”…. passano le ore su Messenger a chattare e a parlare di sesso…

    Boh, io non so più cosa pensare… ora tutto questo importante polpettone per dire che ho letto un altro articolo di google e mi ha fatto un po’ tremare…. lo riporto….

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    Super Google spaventa il mondo
    DAL NOSTRO INVIATO
    NEW YORK — Fog, «fear of Google ». Il timore che l’azienda di Mountain View possa diventare un «monopolista della conoscenza» difficile da scalfire e con un’incredibile forza di penetrazione nelle vite della gente è ormai talmente diffuso che un paio d’anni fa, per evocare le paure suscitate da Google, è stato addirittura coniato un acronimo.

    Preoccupazioni che avevano cominciato a prendere forma fin dal 2004, quando l’azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin cominciò ad assumere la forma di una corazzata dell’«information tech nology ». Che fin dall’inizio non nascose l’ambizione — allora considerata un po’ «naive» — di «organizzare tutta la conoscenza del mondo». Quelle paure, oggi meno citate di qualche anno fa dalla stampa, sono sempre più diffuse e radicate a livello di governi e nelle grandi imprese: la crescita tumultuosa di Google e lo sviluppo di tecnologie potentissime e ubique, capaci di radiografare gli angoli più remoti della realtà, hanno — infatti — nel frattempo moltiplicato le aree «sensibili». Non si tratta più solo del controllo dei due terzi del mercato mondiale della ricerca di dati e informazioni o del sistema di posta G-mail che scruta elettronicamente ogni messaggio e invia avvisi pubblicitari personalizzati all’utente «spiato».
    Le incognite del futuro riguardano anche nuove aree come le comunicazioni telefoniche nelle quali Google sta entrando con la piattaforma Android e i sistemi Google Voice e Google Wave. Certo, oggi i business prevalenti sono ancora quelli legati agli 800 milioni di computer quotidianamente attivati in tutto il mondo. Qui, collegando i suoi vari sistemi — dalla «biblioteca universale» a Google News, dagli archivi sanitari «on line», ai video di YouTube — il gigante della Silicon Valley è teoricamente in grado di costruire una sterminata mappa di profili personali sempre più articolati e penetranti: non più soltanto cosa consumi (gli acquisti online, gli annunci pubblicitari realmente consultati) e dove vai (prenotazioni di voli, treni, alberghi, concerti o teatri), ma anche dove sei in questo momento (dal sistema di localizzazione «Latitude» al nuovo servizio stradale basato su tecnologia satellitare Google Maps Navigation lanciato proprio ieri negli Usa). E poi, ancora, come stai (dati sulla salute), qual è il tuo presumibile orientamento politico e cosa leggi ( consultazione di siti d’informazione online, accessi alla «biblioteca universale», acquisto di libri digitali). La società californiana si difende negando di comportarsi da monopolista e sostenendo di aver sempre rispettato il motto dei suoi fondatori: «Don’t be evil», non fare mai del male. Ma davanti all’infinita potenza tecnologica di Google, alla concentrazione delle sue strutture in un solo Paese (gli Stati Uniti), la capacità di quest’azienda di far evaporare i «business model» di interi settori produttivi (dai giornali, sempre più in crisi, alle tv, le cui fondamenta vengono erose dalla crescita esponenziale di YouTube) e di trasformare con un «click» la «privacy» dei cittadini in un «optional», il problema non può essere ridotto alla buona fede dei fondatori e di Eric Schmidt. Anche se si ha fiducia nel vertice attuale di Google, NESSUNO PUO’ GARANTIRE PER IL FUTURO. E, come abbiamo visto nel caso delle banche «too big to fail» (troppo grosse per essere lasciate fallire), certi problemi è meglio affrontarli per tempo. Ma, probabilmente, non è nemmeno questo il punto.

    La questione vera è che l’accelerazione dello sviluppo tecnologico di Google sta creando scenari economici, sociali e anche giuridici mai immaginati prima: problemi che pochi percepiscono e nessuno sembra in grado di affrontare. Basta pensare a quello che sta per accadere nel mondo dei telefoni dove sono già attivi 3 miliardi di cellulari e, soprattutto, 600 milioni di «smart-phone», capaci di collegarsi a Internet. Per questi apparecchi Google ha sviluppato la piattaforma Android e, in primavera, ha lanciato in via sperimentale il servizio telefonico via web Google Voice e Google Wave: un sistema che registra e archivia tutte le comunicazioni di un utente che vengono trasformate in byte e che viaggiano (gratis) su Internet, anziché sulle normali linee telefoniche. Chiamate che possono sempre essere riascoltate o aggregate con altre comunicazioni per nomi o per argomenti. Quando questo sistema sarà pienamente operativo, l’utente americano (in Europa i problemi regolamentari sono più complessi) che dà carta bianca a Google pur di risparmiare sulla bolletta, non saprà più nemmeno lui quali delle sue telefonate sono passate per i normali canali di tlc (che registrano la chiamata ma non il contenuto della conversazione) e quali, invece, sono state dirottate automaticamente su Internet perché il «software» di Google ha individuato in quel momento una connessione dati affidabile.

    Proviamo solo a immaginare cosa, un domani, tutto ciò potrà significare per le indagini disposte dall’autorità giudiziaria: delle chiamate fatte via Internet la società telefonica legata contrattualmente a quel telefonino non saprà nulla. Quella telefonata sarà stata integralmente regi­strata, ma si troverà in un «server» lontano, probabilmente negli Usa. Casi come questo si moltiplicheranno man mano che la convenienza economica spingerà individui e imprese a trasferire dati e «file» dai computer domestici e aziendali alle cosiddette «nuvole»: giganteschi «depositi di megabyte» offerti da operatori come Google. Il «cloud computing» è il nostro futuro: se ne è convinto anche il governo Usa che si sta già preparando. Hanno cominciato ad accettare questa realtà, sia pure con scarso entusiasmo, anche aziende come Microsoft e Yahoo! Ma le domande principali rimangono senza risposta. Chi sarà il re delle nuvole? E chi lo controllerà?

    Fonte: corriere.it

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    Paragonavo il Mondo Tecnologico un po’ come il mondo Politico…. mille idee, ognuno dice la sua, ma IO, HO SEMPRE AVUTO LA MIA…. in questi ultimi 2gg, mi sta venendo un brivido leggendo questi articoli, e mi hanno fatto un po’ barcollare, anche sul mio PUNTO FISSO INFORMATICO… GOOGLE….

    Insomma, lo scenario sta cambiando e alla fine mi sa che smetterò di fare tutta sta pubblicità a mister G! Ottimi servizi, non paragonabili con nessuno al momento, ma tutto questo, potrebbe avere un prezzo… Ognuno pensi al suo!

    (Della serie, vado a rivedermi l’Avvocato del Diavolo…) BEL FILM tra l’altro! – Mica facile saper scegliere da che parte stare nè!

    Oppure lasciamo TUTTO e TUTTI e ce ne andiamo in Olanda a coltivare la Maria… che dici Irene?? :-p

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